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La tormentata questione della legittimità dell’installazione di parabola o unità esterna di un condizionatore su un balcone della facciata dell’edificio.

il balcone, sotto il profilo degli assetti proprietari, rappresenta una figura ibrida, poiché esso si compone sia di elementi assoggettati alla proprietà esclusiva, come ad esempio il piano di calpestio, sia di elementi riconducibili nell’alveo della proprietà condominiale, come ad esempio, gli elementi che compongono la parte frontale, allorquando caratterizzino il decoro architettonico dell’edificio.

Tuttavia, il decoro architettonico dell’edificio non incide solo sulla proprietà, individuale o condominiale, delle componenti del balcone, ma anche sull’uso che il proprietario dell’unità immobiliare fa del balcone cui accede.

Si pensi all’ipotesi in cui un condòmino installi sul balcone, aggettante o incassato, che si affaccia sul prospetto dell’edificio, un’antenna parabolica oppure l’unità esterna di un condizionatore d’aria.

In questi casi ci si chiede se la suddetta installazione pregiudica o no il decoro dell’edificio.

In passato sia la giurisprudenza che la dottrina, nell’interpretare l’art. 1122 bis c.c. in materia di impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili, rispondevano alla suesposta domanda in maniera sempre affermativa. Si riteneva, infatti, che operasse una sorta di presunzione assoluta circa l’attitudine dei suddetti strumenti ad incidere negativamente sull’estetica del palazzo.

Tuttavia, negli ultimi anni si va affermando un orientamento giurisprudenziale di merito di segno opposto, inaugurato dal G.d.P. Grosseto con sentenza n. 1038/11, secondo il quale “le nuove invenzioni, quali la televisione ed il telefono, ormai di uso comune, hanno modificato il senso dell’estetica e del decoro. Infatti, le antenne televisive installate sui tetti, le parabole satellitari e gli impianti di climatizzazione sporgenti dai muri sono sempre più numerosi e non vengono più percepiti come causa di deturpazione dell’estetica delle abitazioni e, più in generale, dell’ambiente.”

Lungi dal voler sostenere che l’installazione dei suddetti dispositivi sul balcone che dà sulla facciata dell’edificio non è più da considerarsi in termini assoluti come elemento incidente il decoro della stessa, preme, però, evidenziare che, stante la mutevolezza del senso dell’estetica, strettamente correlato al contesto storico, sociale e culturale in cui si vive, la potenzialità pregiudizievole delle installazioni in parola la si debba valutare caso per caso e non la si possa affermare a priori.

Ne consegue che oggi è più difficile rispetto al passato dimostrare che l’unità esterna di un climatizzatore, piuttosto che un’antenna parabolica posizionata sul balcone che sporge sulla facciata, leda l’estetica di un edificio moderno.

Viceversa, se si tratta di un edificio dallo spiccato valore storico artistico, è molto più probabile che quegli stessi dispositivi deturpino l’armonia della sua facciata, senza considerare, poi, le eventuali autorizzazioni amministrative previste a monte per quel tipo di intervento.

Tuttavia, giova precisare che i condomini possono, con apposito regolamento condominiale, vietare qualsiasi modificazione della facciata.

Avv. Vittorio Fiume

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